Edizioni Sinestesie

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Francesco Rizzo

Il teatro della parola

Il saggio si propone di mettere a fuoco, in certa misura, la valenza, in ambito ermeneutico e letterario, del genere “barocco” a partire dalla definizione metastorica che ne dà Eugenio D’Ors. Il focus delle sue occorrenze non è centrato una volta per tutte ma oscilla tra letteratura rinascimentale e influenze controriformistiche. La traccia “barocca” si manifesta così longitudinalmente segnata da quel bipolarismo che ha caratterizzato il “barocco storico”, portando allo sconvolgimento delle avanguardie novecentesche. Da Bruno a Marino, da Tasso a Leopardi a Gentile, da Carmelo Bene a Arbasino, da Artaud a Buzzati a Flaiano a Tondelli, è chiaro che un qualche denominatore comune, che leghi le differenze logiche e i distinguo gnoseologici tra i generi e le specie delle manifestazioni della materia estetica, deve esistere. È di sicuro un filo rosso nato dalla rilettura della fede, dall’inevitabile polemica che ne scaturisce. Perciò lo stesso tentativo di rilettura critica diviene un testo in movimento, un esperimento barocco. Un esempio di questo approccio è l’idea che condiziona l’azione di velamento-svelamento nell’Adone di Marino, in cui la ripetizione umanistico-rinascimentale del chiasmo amante-amato fonda gran parte del testo.

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Info libro

Collana:
Titolo originale: Il teatro della parola
ISBN: 978-88-31925-52-5
Pagine: 208
Prima edizione: 2020-10-02
Formati ebook: pdf

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